Guerra in Medio Oriente: Le code a Karachi e l'imminente crisi energetica globale

2026-04-05

Guerra in Medio Oriente: Le code a Karachi e l'imminente crisi energetica globale

Le code alle benzine a Karachi, in Pakistan, riflettono un allarme crescente: la guerra in Medio Oriente rischia di bloccare il flusso energetico globale, con ripercussioni immediate sui mercati asiatici e potenziali razionamenti.

Il blocco del Golfo Persico

La guerra in Medio Oriente potrebbe presto avere conseguenze molto più gravi di quelle che stiamo vedendo già oggi sul mercato dell'energia. Il problema potrebbe non essere solo l'aumento del prezzo dei carburanti, ma anche la carenza di gas e petrolio, perché quelli che arrivavano dal Golfo Persico ora non arrivano più.

  • Il Golfo Persico è il cuore dell'approvvigionamento energetico globale.
  • Da qui passa un quinto di tutto il petrolio venduto al mondo.
  • Il 90% di questo petrolio è diretto proprio verso i paesi asiatici.

Impatto sui paesi asiatici

Da Hormuz passa un quinto di tutto il petrolio venduto al mondo, di cui il 90 per cento è diretto proprio verso i paesi asiatici. Cina, India, Corea del Sud e Giappone sono tra i paesi che ne importano di più. - afhow

Lo stesso vale per il gas, che serve non solo per il riscaldamento ma anche per produrre l'energia elettrica: da Hormuz passa anche un quinto di tutto il gas venduto al mondo, l'85 per cento del quale va nei paesi asiatici, e soprattutto in Cina, India, Taiwan, Corea del Sud e Pakistan.

Reazioni internazionali

Per ora le misure più radicali sono state prese dai paesi asiatici più a basso reddito, che rischiano di più di restare senza gas e petrolio. In momenti di crisi energetica, sui mercati dell'energia si crea molta concorrenza negli acquisti: chi riesce a comprare è chi offre le cifre più alte.

Le Filippine: stato di emergenza

Le Filippine hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale per un anno, offrendo sussidi governativi agli autisti, riducendo i traghetti (il paese è un arcipelago) e introducendo la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici.

  • Le Filippine importano quasi tutto il loro petrolio dai paesi del Golfo.
  • Il prezzo di benzina e diesel è già più che raddoppiato.
  • Il presidente Ferdinand Marcos ha detto che le scorte di petrolio e carburanti dureranno fino alla fine di aprile.

Sri Lanka e Myanmar

In Sri Lanka il razionamento dei carburanti è già in vigore, che ha imposto un limite di 15 litri di carburante a settimana per gli automobilisti e 5 per chi ha una moto. Per risparmiare sugli spostamenti degli studenti, scuole e università restano chiuse ogni mercoledì.

In Myanmar i veicoli privati possono circolare solo a giorni alterni a seconda delle regioni.

Prospettive future

A prescindere da quando la guerra finirà, ci vorrà comunque tempo per ripristinare gli impianti energetici danneggiati dai bombardamenti iraniani nel Golfo e la prospettiva sempre più concreta è che a un certo punto sarà necessario imporre razionamenti che potrebbero cambiare molto la nostra vita quotidiana. In alcuni paesi sta già succedendo.

Motorini in fila per fare rifornimento a Dhaka, in Bangladesh, l'8 marzo 2026 (AP Photo/Mahmud Hossain Opu).

Le code a un distributore di benzina a Karachi, in Pakistan, il 2 aprile 2026 (AP Photo/Ali Raza).