Stellantis Cassino: Il cancello 1 chiuso, la fabbrica in crisi e la vendita del Building 15

2026-04-07

Lo stabilimento Stellantis di Cassino è fermo da mesi: i tornelli sono disattivati, i parcheggi deserti e solo una linea produttiva rimane operativa. La fabbrica, nata nel 1972 con 12.000 dipendenti, ha visto il numero di auto prodotte scendere da 150.000 all'anno a meno di 50.000 nel 2023.

La fabbrica in stato di allerta

  • Stato attuale: Il cancello 1 è chiuso, i gabbiotti della vigilanza vuoti e i viali intitolati a Gianni e Umberto Agnelli privi di persone.
  • Turni ridotti: Dall'inizio dell'anno, la fabbrica riapre solo per pochi giorni al mese, su un turno unico che impiega 600 operai.
  • Reddito ridotto: I dipendenti non hanno lavorato per la maggior parte del tempo, con un contratto di solidarietà che prevede una riduzione di orario e stipendio, parzialmente integrato dall'INPS.

La vendita del Building 15

La palazzina degli anni Settanta che ospitava la direzione, denominata Building 15, è in vendita. Su quattro cancelli, solo il numero 2 è aperto per far passare gli operai delle presse e degli stampaggi, gli unici al lavoro per le commesse di lamiere e plastiche da altri stabilimenti.

Un declino storico

Roberto De Piro, un addetto alle presse, ricorda che quando fu assunto nel 1993 la fabbrica produceva quasi 150.000 auto all'anno. Ora, gli operai sono rassegnati e non vedono nessuna prospettiva. La produzione è calata drasticamente a causa della riduzione degli ordini delle auto prodotte: la Giulia e la Stelvio dell'Alfa Romeo, e la Maserati Grecale. - afhow

Un passato glorioso

Lo stabilimento di Cassino si trova in una zona industriale nella campagna tra Piedimonte San Germano, Aquino e Villa Santa Lucia. Fu aperto dalla Fiat nel 1972 con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Fino agli anni Novanta impiegava 12.000 operai e produceva quasi 150.000 auto all'anno: prima la 126 e la 131, poi la Ritmo e la Croma, in seguito la Tipo, la Punto e la Bravo. Negli anni Duemila, quando ancora la fusione con Chrysler e poi con Peugeot non era ancora avvenuta, arrivarono la Lancia Delta e la Giulietta.

Nel 2018 l'amministratore delegato Sergio Marchionne decise di trasformarlo in un polo «di eccellenza», dove costruire auto più costose come la Giulia e la Stelvio. Dal 2021 però la produzione cominciò a calare. Nel 2023 il numero di auto prodotte scese sotto le 50.000, contro le 135.000 del 2017.